Chagall

Una storia di due mondi

Il mondo dell'artista nato russo e dell'artista naturalizzato francese.

Non avevo in programma di visitare questa mostra, in realtà volevo iniziare una delle mie passeggiate per Milano seguendo un itinerario trovato nel libro di Andrea Kerbaker " Milano in 10 passeggiate ". Casualmente mi sono trovata a passare davanti al Mudec e non ho resistito al richiamo di Chagall. Ecco allora qui di seguito qualche informazione su di lui e su ciò che ho visto.

Marc Chagall nacque a Vitebsk in Russia (oggi in Bielorussia) nel 1887, in una famiglia ebraica chassidica.

Le sue opere evocano un mondo ebraico di lingua yiddish che fiorì nell'Europa orientale nel XIX secolo e all'inizio del XX, la sua cultura e i suoi oggetti materiali.

La lingua madre di Chagall era lo yiddish, una lingua che a partire dal IX secolo si era sviluppata nelle comunità ebraiche lungo il Reno. Quando gli ebrei tedeschi migrarono in tutta Europa, lo yiddish si diffuse insieme a loro. Questa lingua combina elementi ebraici con la grammatica e il vocabolario tedeschi. Da bambini Marc e Bella Chagall parlavano yiddish, da adulti scrissero poesie in yiddish, anche dopo aver appreso altre lingue.

Lo yiddish e la cultura popolare yiddish sono chiaramente percepibili nell'arte di Chagall , che contiene immagini basate su espressioni linguistiche. Per Chagall la lingua manteneva viva la sua cultura ed era molto più che una lingua: era un mezzo di auto identificazione.

Nel 1910 Chagall andò a Parigi per conoscere i grandi artisti europei, ed entrò in contatto principalmente con i cubisti e i fauvisti che lo portarono a sperimentare sulle forme e sui colori. In Francia trascorse gran parte della sua vita (fatta eccezione per il ritorno in patria russa durante la prima guerra mondiale e la fuga negli Stati Uniti durante la seconda)  Qui venne ispirato dai paesaggi, dai colori e dalla cultura francese che influenzò in maniera determinante lo stile e i temi della sua produzione.  

Ciò nonostante, la patria natia di Chagall è sempre presente nelle sue opere con amore e nostalgia. 

Da notare come anche la tavolozza cromatica utilizzata da Chagall nei suoi dipinti e gouaches richiami spesso le due bandiere, quella francese e quella dell’impero russo, accomunate dagli stessi colori.


Dal 16 Marzo al 31 Luglio 2022 - Mudec - Milano

La casa del nonno (dal libro La mia vita)

Passeggiata I (tavola non pubblicata per il libro La mia vita)

Un signore cammina su un prato lasciandosi alle spalle una città dipinta tutta di verde, tenendo per mano una fanciulla vestita tutta di rosa che, presa da quella sensazione di volare tipica di chi è innamorato, gli vola leggiadra sopra la testa. Lui è Marc Chagall, lei è Bella Rosenfeld.

La caduta dell'angelo

Raffigura l'inquietante scena di un angelo che cade in direzione di un uomo che fugge portando con sé il rotolo della Torah. L'orientamento diagonale dell'angelo sembra spingere l'ebreo fuori dallo spazio del disegno. Sembra che l'ebreo debba sfuggire a qualche difficoltà e poichè i riccioli dell'angelo ricordano gli autoritratti chagalliani, l'idea è che l'artista si senta in dovere di mettere in guardia l'ebreo.

Pogrom

Il quinto lume di Chanukkà (per il libro Come fiamma che brucia)

Accanto alla tomba di mia madre (dal libro La mia vita)

Le Favole di La Fontaine

Autoritratto

Abramo e Sara

Suonando canzoni d'amore

Gli innamorati

Realizzata nel 1937, anno in cui a Chagall viene conferita  la cittadinanza francese. Eppure tutto in quest’opera ci riporta a Vitebsk: la cittadina raffigurata sullo sfondo, il mazzo di fiori regalato in cui i due amanti sono immersi, i violini, le capre, i galli. Due mondi differenti che non sono mai separati in Chagall e che, invece, convergono in un unico universo sognante, creato dalla mente straordinaria dell’artista per celebrare l’Amore e la Vita.

Apparizione

29 Marzo 2022