Eliasson

Nel tuo tempo

Ogni anno Palazzo Strozzi propone agli studenti e agli insegnanti esperienze educative fondate sull'incontro con le opere e gli artisti. Quest'anno in mostra ci sono gli allestimenti, di Olafur Eliasson. Come lasciarsi sfuggire questa visita?

Olafur Eliasson nasce a Copenaghen nel 1967. È uno dei più originali e visionari artisti contemporanei la cui poliedrica produzione ha abbracciato nel corso della sua carriera installazioni, dipinti, sculture, fotografia e immagini in movimento.

Questa è la più grande mostra realizzata in Italia dall'artista. È il risultato diretto del suo lavoro sugli spazi rinascimentali del palazzo. Grandi installazioni, interventi minimali e sculture, immergono Cortile, Piano Nobile e Strozzina di Palazzo Strozzi in un gioco di luci ed ombre riflessi e colori che invitano i visitatori ad osservare se stessi e l'architettura in modo del tutto inedito.

Tra le opere in mostra ci sono alcune installazioni in cui i visitatori mettono in discussione la loro percezione della realtà, come Beauty e Room for one colour.

Trovo molto bella la nuova installazione site specific per il cortile Under the weather.

Trascendendo i confini e i limiti fisici dello spazio, le opere di Eliasson consentono di mettere in discussione la distinzione tra realtà, percezione e rappresentazione.


Dal 22 Settembre 2022 al 22 Gennaio 2023 - Palazzo Strozzi - Firenze

Under the weather

Opera site specific, costituita da una grande struttura ellittica di 11 metri e sopesa a 8 metri di altezza, crea agli occhi dei visitatori un effetto fatto di interferenze visive, simili allo sfarfallio di uno schermo. L’installazione propone infatti ciò che è noto come effetto moiré che, in questo caso, viene impiegato per destabilizzare la rigida architettura ortogonale di Palazzo Strozzi, mettendo in discussione la percezione di struttura storica stabile e immutabile. Mentre i visitatori si spostano nel cortile l’installazione si trasforma continuamente ai loro occhi, interagendo con ciascuno individualmente. 


Nelle prime sale del piano nobile

Eliasson si confronta con le finestre del palazzo giocando tra realtà e rappresentazione, presenza e assenza, in un alternarsi di luci, colori e ombre. Proponendo soluzioni che appaiono simili a scenografie teatrali o set cinematografici, l’artista invita a percepire in modo nuovo l’architettura, destabilizzandone la comprensione tradizionale e consolidata.


Sperimentando

Per alcune leggi fisiche collocandosi in un certto preciso punto della sala l'immagine dell'ombra si raddoppia.

How do we live together

Due opere del percorso espositivo richiamano il tema del cerchio e dell'ellisse introdotto nel cortile. How do we live together  è costituita da un grande arco metallico che invade in diagonale lo spazio di una sala in cui il soffitto è rivestito da una superficie specchiante. Tramite un effetto di illusione tipico di Eliasson, utilizzato in celebri opere come The weather project  alla Tate Modern, l’arco si raddoppia diventando un cerchio, una sorta di anello che unisce lo spazio reale con quello irreale.

Solar compression

Solar compression  è costituita invece da un disco circolare sospeso, specchiante su entrambi i lati, in costante movimento, emanando dal suo interno una luce gialla che inonda l’ambiente. Quella stessa luce è alla base dell’installazione Room for one colour  dove in uno spazio totalmente vuoto la percezione degli spettatori è alterata dall’immersione nella luce di lampade monofrequenza che trasforma tutti i colori in sfumature di grigio, giallo e nero, accentuando tuttavia la percezione dei dettagli da parte degli spettatori.

Beauty

Nel percorso, inoltre, si incontra questa opera iconica della carriera di Eliasson. L’installazione pone di fronte a uno spettacolare arcobaleno in cui fasci di luce bianca sono scomposti nei colori dello spettro visibile attraverso una cortina di nebbia. Questa apparizione è creata dalla luce proiettata, rifratta e riflessa dalle gocce d'acqua in cui il pubblico è chiamato a immergersi. A seconda dell’angolazione ciascuno ha infatti una visione soggettiva e personale: non ci sono due spettatori che vedono lo stesso arcobaleno.


Firefly double-polyhedron sphere experiment

Emblematico del lavoro di Eliasson e testimonianza della sua ricerca sulla visione come azione di frammentazione e complessità del pensiero è invece questa sua opera, grande poliedro di vetri colorati verdi, arancioni, gialli, ciano e rosa che nasce dall’interesse dell’artista per i temi della geometria e della luce.

Colour spectrum kaleidoscope

Nella stessa sala l’opera  precedente, dialoga con Colour spectrum Kaleidoscope , grande caleidoscopio esagonale fatto di specchi dicromatici di vari colori. Come afferma Eliasson: “I caleidoscopi giocano sul fatto che ciò che vediamo può essere facilmente disorganizzato o riconfigurato. Utilizzano un approccio ludico per mostrarci diversi modi di guardare il mondo; in questo senso potremmo dire che un caleidoscopio rappresenta una prospettiva diversa”.


Your view matter

Presentata al pubblico per la prima volta è questa nuova opera dell’artista che utilizza la tecnologia VR (Virtual Reality, cioè realtà virtuale) per sperimentare la percezione umana nello spazio digitale. Indossando uno speciale visore il pubblico entra in un mondo digitale da esplorare, costituito da sei diversi spazi virtuali. Cinque di questi spazi prendono la forma di uno dei solidi platonici (il tetraedro, l'ottaedro, l'icosaedro, il dodecaedro e il cubo), il sesto ci conduce all’interno di un’immensa sfera.


Serie City plan

Inoltre, nella serie City plan  sette piante urbane sono ricondotte a forme geometriche su specchi che riflettono sette diversi quotidiani locali sostituiti giornalmente, per ripresentare considerazioni sul tempo, tema conduttore della mostra.

27 Ottobre 2022