Van Gogh
Capolavori dal Kröller Müller Museum
Con Lucia mi sono rincontrata dopo tantissimi anni. Avevamo frequentato insieme il primo anno dell'Istituto Magistrale, poi io avevo cambiato scuola e non era più capitata l'occasione di vedersi. Amici diversi, compagnie diverse...e chissà...evidentemente doveva essere così. Poco tempo fa ci siamo trovate a camminare su un sentiero, lei ed io, ciascuna in compagnia di un'amica e ci siamo dette che avremmo potuto riallacciare la nostra vecchia amicizia. Potevamo trovarci per condividere i nostri interessi. Sicuramente uno di questi è l'Arte. Dopo aver visitato varie mostre interessanti, di artisti contemporanei, ci si è presentata l'occasione di questa mostra a Roma. Come potevamo non andare?
La mostra è al Palazzo Bonaparte e già questo è meraviglioso. Vedere Van Gogh in questo contesto è sublime. All'ingresso c'è la possibilità di avere l'audioguida o di scaricarla sul proprio smartphone ed io, amante di queste cose, ho provveduto subito a fare il download. Devo dire che non ho ascoltato niente. Davanti ad ogni quadro si resta incantati. Viene la curiosità di leggere più che di ascoltare perché accanto ad ogni opera è riportato ciò che racconta l'audio e la lettura, ovviamente, rende la visione più intima.
Dal museo Kröller Müller, sono qui arrivate ed esposte le opere che ripercorrono tutta l'attività dell'artista. La ricerca di Vincent, i suoi studi e i passaggi alle varie tecniche pittoriche.
L'attività artistica di Van gogh si svolge nel breve scorrere degli anni dal 1881 al 1890. Dominata inizialmente da un disegno animato da tratti di colore, presto si arricchisce con l'uso dell'olio adoperato in toni scuri capaci di creare un "realismo spiritualizzato". Dominante è l'amore per la terra e l'attività di esseri umani impegnati in un duro lavoro sempre illuminato da un atteggiamento spirituale e da una religiosità che rende sacra l'umiltà di una fatica quotidiana. Ciò che stupisce e conquista è il realismo, non privo di crudezza, illuminato dall'amore per i poveri protagonisti del mondo: contadini, tessitori, boscaioli, donne impegnate faticosamente nel lavoro dei campi e in attività domestiche.
Alla fine del 1886 Van Gogh va a Parigi perché avverte la necessità di confrontarsi con un mondo di cui gli giungono, seppur indirettamente, significative notizie. Si trova di fronte alla mostra impressionista dominata dalle giovani figure di Seurat, Signac e Gauguin. Aderisce al linguaggio impressionista e neo-impressionista, la tavolozza accoglie la luminosità del colore. Nel breve soggiorno parigino Vincent assorbe il clima artistico vitale della città e si lega ad alcuni artisti come Emile Bernard, Toulouse-Lautrec e Louis Anquetin. Conosce Gauguin appena tornato dalla Martinica.
Nel febbraio del 1888 si trasferisce ad Arles. Sotto il sole della Provenza, riesce a far esplodere, la nuova pittura, fatta di colori puri e scintillanti. Vuole poter lavorare con Gauguin e lo invita a recarsi da lui, ma la convivenza insieme all'amico sarà breve e Vincent proseguirà "la sua ricerca" per conto suo.
Nel 1889 si fa ricoverare nella clinica psichiatrica a Saint-Remì dove continua la sua produzione. Vincent vuole ritornare a un uso del colore più semplice. Pensa che rinunciare alla generosità cromatica, come astenersi dal bere, possa dare una maggiore lucidità. A metà luglio anche in manicomio viene colto dal suo primo attacco di follia, mentre dipinge nei campi, in una giornata di vento. Negli ultimi tre mesi si dedica ad un gran numero di opere: ritrae persone vicine ma anche modelli occasionali, dipinge paesaggi e nature morte.
L'artista:
Vincent Van Gogh nasce in Olanda nel 1853, a Zundert, un paesino di 6.000 abitanti. È il primo figlio del pastore calvinista Theodorus Van Gogh e Anna Carbentus; la sua famiglia è molto religiosa. Non ama studiare perciò a quindici anni lo zio, un mercante d'arte, gli trova un lavoro presso la casa d'aste Goupil&Cie a l'Aia. Viene prima trasferito in altre sedi dell'azienda, a Londra e a Parigi poi viene licenziato e al suo posto viene assunto suo fratello Theo. Theo è il fratello che si occuperà di lui tutta la vita, lo aiuterà e spesso provvederà al suo sostentamento. A ventitrè anni Van Gogh non sa cosa vuole fare, non ha un diploma e non ha un lavoro. Pensa che potrà seguire le orme del padre, diventare un predicatore, ma non completa gli studi religiosi. Nel 1880 decide di consacrare la sua vita alla pittura. Si dedica a disegnare instancabilmente la realtà che lo circonda, soprattutto contadini e paesaggi agresti. Dopo la morte del padre, nel febbraio del 1886 raggiunge il fratello Theo a Parigi. Non tornerà più in Olanda. Nel 1888, stanco della vita frenetica di Parigi, parte per Arles, dove lo raggiungerà Gauguin. Ha qui la prima crisi che lo porterà a tagliarsi un orecchio dopo una litigata con l'amico. Nel 1889 entra volontariamente nell'ospedale psichiatrico a Saint-Rémy, in Provenza. Qui continua a lavorare con grande intensità. A Maggio del 1890 lascia Saint-Rémy, va tre giorni a Parigi e poi a Auvers-sur-Oise. Il 27 luglio si spara al petto e dopo due giorni, a 37 anni muore.
Dal 08 Ottobre 2022 al 26 Marzo 2023 - Palazzo Bonaparte - Roma
Donna che cuce e gatto
Donne che raccolgono sacchi di carbone
Tessitore al telaio
Montmartre cava e mulini a vento
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Autoritratto
Patch di erba pascolo in fiore
The Experience: viaggio nelle opere del pittore
Il giardino dell'ospedale
Alberi di pino contro un cielo rosso con sole al tramonto
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Vecchio che soffre "Alle porte dell'eternità"
23 Novembre 2022