Day 6
Abbiamo in programma nuove escursioni. Alle 9.00 del mattino ci facciamo trovare fuori dal resort e Carlos passa a prenderci con il suo fuoristrada. Il programma è un giro nella parte nord dell’isola. Torniamo a Sal Rei. Non avevamo visitato le favelas e pensavamo di andarci. Quando le vediamo però decidiamo di non scendere dall’auto. Non abbiamo paura, qui i turisti sono rispettati, la gente del luogo sa che, insieme alla pesca, sono la fonte di sostentamento dell’isola, ma le favelas fanno male al cuore. Molte ragazze che lavorano al resort vivono qui, mi chiedo come facciano a sorridere sempre, vivendo ogni giorno due realtà completamente agli antipodi.
Essiccatura del pesce
Proseguiamo per andare alla chiesa di Fatima. Non ci sono strade, solo un sentiero sterrato abbastanza complicato da fare con la jeep. Quando arriviamo, la chiesa, che è stata realizzata da un italiano, è aperta, dentro c’è la statua della Madonna di Fatima ed una è anche fuori sul tetto. Due panche, un altare e nient’altro. Le candele vengono accese in un vassoio di carta stagnola. Un ragazzo vende rosari all’entrata.
La Chiesa di Fatima
Da qui ripartiamo per andare al relitto del naufragio. Carlos ci racconta che è successo nel 1968. Una nave è stata sbattuta dalla corrente dell’oceano sulla costa. Fortunatamente non ci sono stati morti, la nave non è più stata rimossa e adesso è diventata un’attrazione per i turisti.
Questo luogo però non è caro agli isolàni perché una sera di qualche anno fa, due ragazze che festeggiavano il compleanno sulla spiaggia, sono entrate con i piedi nell’acqua e sono state portate via dalla corrente. Non sono state più ritrovate.
Il relitto
Spingendoci da ovest verso est, passiamo dal paese di Bofaeira. Appena ci vedono arrivare un uomo ed un bambino iniziano a suonare, alcune donne aprono i loro negozi, ma non ci chiedono di acquistare, noi prendiamo alcune bibite al bar. Poi visitiamo la scuola. Sono i giorni del Carnevale, non ci sono le lezioni ma “gli animatori” intrattengono con degli indovinelli grandi e piccini. Su di un muro difronte alla scuola, tre ragazze stanno tagliando alcuni frutti e pulendo dei polli, immagino che saranno il pranzo dei ragazzi. Da quando siamo arrivati non abbiamo visto un'automobile eppure ci sono cartelli segnaletici in abbondanza
Bofaeira
Suonano per noi
Preparativi per il pranzo
Animazione
Segnali stradali
I paesi qui hanno tutti una piazza in cemento con panchine piuttosto nuove e qualche aiuola. I bambini giocano come possono, se va bene hanno una palla. Accanto al niente qui è stato costruito un campo di calcetto con porte e tribune…mah, se tutto il mondo è paese sarà frutto di tangenti e corruzione perché credo che sarebbe stato più utile soddisfare i bisogni primari di queste persone.
La piazza
I chilometri da fare per arrivare al prossimo paese sono pochi ma sono tutti fuoristrada perciò impieghiamo molto tempo. Ad un bivio, incontriamo un vecchio che fa fatica a camminare, Carlos si ferma e lo fa salire sul cassone della jeep. Più avanti ne fa salire un altro. La gente si muove a piedi, le strade sono deserte, ma ci sono i segnali stradali, anche i limiti di velocità! Il vecchio è partito dal suo villaggio per andare a coltivare il suo orticello che si trova a chilometri di distanza perché l’acqua è lì, il terreno è arido e non è possibile coltivare se non in quella parte a nord dell’isola. Più avanti troviamo anche un europeo che sale e si siede difronte ai vecchi sulla jeep. Quando arriviamo a Joao de Calego i tre uomini scendono, noi li salutiamo e quello più giovane, che parla molto bene l’italiano vuole scambiare due parole con noi. Ci dice che è spagnolo, ma che ha vissuto per un po’ di anni a Torino. Ha combattuto in Iraq ed in Afganistan e si è ritirato qui in cerca di pace. Si occupa dei gatti dell’isola. Ci dice che ora sta bene. Ci congediamo ed andiamo a fare un giro del paese con l’intento di scattare qualche foto. Stanno ristrutturando la chiesa ci sono due ragazzi che stanno lavorando da soli e senza attrezzature. Chissà per quando la finiranno.
No stress, quando passa qualcuno chiedono un passaggio
La chiesa
La piazza di Joao de Calego
Un' abitazione
Un negozio
Da qui ci spostiamo fino a Fundo Das Figueiras, poi imbocchiamo la strada che porta a Rabil.
Per l’ora di pranzo rientriamo al resort. Nel pomeriggio ci fiondiamo in spiaggia grati di poterci riposare sui lettini; il sole ancora va e viene e va bene così.
On the road