Chichen Itza - Valladolid
Day 3
È il giorno della nostra prima escursione. Andiamo a Chichen Itza e a Valladolid.
Per la prima colazione andiamo al Baretto Lobby, dove un procione sta rubando una brioche dal vassoio. Il vassoio è chiuso con un coperchio, ma lui lo sa aprire! Incredibile. Video
Partiamo alle ore 5.15 dal resort. La visita è con una guida che parla italiano. Un pullman viene a prenderci e, insieme a noi, preleva dai vari villaggi della zona, tutti i turisti che desiderano fare questo tour.
Il controllore ha sicuramente qualche Maya nel suo albero genealogico. I Maya si riconoscono facilmente: hanno la testa grossa, sono senza collo, con gambe e braccia corte, hanno un'altezza di circa 155 cm.
Strada facendo cerco di fare qualche foto dal pulman. Su entrambi i lati della strada ci sono costruzioni fatiscenti che ospitano negozi, officine e supermercati. Sono ancora chiusi, probabilmente perché è sabato o forse perché è presto. Più avanti vedo un mercato dove ci sono persone a sedere a chiacchierare.
Facciamo una prima sosta a Playa del Carmen, dove altri turisti salgono pullman.
Lasciata Playa del Carmen, dopo pochi chilometri, sostiamo in un parcheggio dove ogni giorno si radunano i pullman provenienti da vari resort e diretti a destinazioni diverse. Qui tutti i turisti scendono dal proprio autobus e salgono su quello che indica la destinazione prenotata. Noi condividiamo il pullman per Chichen Itza con un gruppo di tedeschi. Durante il viaggio le guide si alternano nelle spiegazioni in italiano ed in tedesco.
La nostra guida ci anticipa ciò che andremo a vedere. Ci parla del sito dei Maya e ci dice che la piramide, icona di Chichen Itza, che noi vediamo fotografata un po' dappertutto, è stata costruita dai Maya tra il IX e il XII secolo. Il sito si trova a nord, nella penisola dello Yucatan che è divisa in tre stati: Quintana Row, Yucatan e Campeche.
Approfitta per darci qualche informazione sulla storia, sulla popolazione del Messico e su come sono stati scelti alcuni nomi: Quintana Row, ad esempio è il nome di un eroe che ha combattuto per l’indipendenza del Messico tra 1810 e il 1821.
Il Messico ha ottenuto l'indipendenza dalla Spagna il 27 settembre 1821. Ha cambiato il nome Nuova Spagna ed ha preso quello attuale che viene da "Mechica". I Mechica erano gli Atzechi, le popolazioni che erano scese dagli attuali Stati Uniti.
Il Messico ha 122 milioni di abitanti su una superficie di 2.000.000 di chilometri quadrati: 18 milioni sono indigeni, gli altri sono arrivati da fuori, anche il bisnonno della guida non è indigeno, è veneto. È un paese "misto".
A Chichen Itza ci muoviamo in gruppo alla scoperta del sito. Ci fermiamo difronte alla piramide di Kukulkan, sulla quale, poco tempo fa, era anche possibile salire fino alla cima. Restiamo incantati: quanto ingegno e quanto lavoro per realizzarla!
Poco distante c'è però un bassorilievo con le maschere delle vittime sacrificali. I Maya così capaci di calcolare, costruire, organizzare, dediti allo studio dell'universo, non poterono sottrarsi al feroce rituale del sacrificio umano. Recentemente è stato scoperto, attraverso l'analisi genetica, che le giovani vittime erano quasi sempre fratelli e spesso gemelli.
Troviamo poi il Tempio del Guerrieri, la struttura più imponente e forse più importante di Chichen Itza, mostra rilievi di guerrieri, aquile e giaguari che divorano cuori umani; poi c'è la Sala delle Mille Colonne.
Dopo aver visitato Chichen Itza ci fermiamo a Valladolid. Scendiamo in piazza Francisco Canton. Abbiamo tre quarti d’ora per visitare liberamente la cittadina. Facciamo un giro fra le vie del centro, ci fermiamo al mercato ad acquistare i peperoncini messicani, gli habanero, e andiamo al museo del cacao, dove acquistiamo alcune stecche di cioccolato.
La città è colorata e ci sono molte persone, nel 2004 ha vinto il premio per essere la città più pulita del Messico.
Rimanendo in zona, con il pullman, andiamo a visitare il Cenote Palomitas. I Cenotes sono delle grotte con stalattiti sul soffitto e acqua cristallina sul fondo. Qui è possibile fare il bagno, e molti lo fanno, il luogo è bello e suggestivo, ma io che ho sempre qualche riserva sull'acqua, preferisco rinunciare. Mi godo il posto osservando in silenzio. Per i Maya, i Cenote, erano fonti di acqua dolce fondamentali per la vita della città, ma anche luoghi di culto e spiritualità: li consideravano porte per il mondo sotterraneo degli dèi.
Pranziamo al ristorante che si trova in prossimità della grotta. Ha 11 recensioni su Maps e, per Google, non ci sono altri ristoranti nei dintorni. Dire che è tutto molto approssimativo è già un complimento.
Per tornare al resort facciamo la strada inversa, rientriamo che è già sera, al ristorante c’è la Festa Messicana.