Rye

Day 7

Dopo aver fatto il check out, ci avviamo per andare a fare colazione in uno dei caffè che Nu ha trovato fra le recensioni su Google, ma strada facendo troviamo una panetteria, che non è recensita ma che ci piace tantissimo. Probabilmente è stata aperta da poco, ha i tavolini fuori  facciamo colazione con brioche, cappuccino e succo d'arancia.

Ci fermiamo a fare qualche foto sul molo Pier e sul lungomare, i colori tenui fanno sembrare il paesaggio un immenso quadro ad acquarello, il tempo sembra passare lento. Non ho visto gente andare di fretta, non c'è traffico. Sulla spiaggia qualcuno porta a spasso il cane, qualcun altro va in giro con la tavola da surf sottobraccio, ma per il momento anche le onde sembrano a riposo.

Torniamo alla macchina, salutiamo Eastbourne e ci dirigiamo a Rye. Anche la prossima cittadina è poco distante, in meno di un'oretta possiamo essere lì.

Seguendo i consigli di una blogger la visitiamo facendo il suo stesso percorso e ci fermiamo alla chiesa di St. Mary per salire sulla torre. Il biglietto d'ingresso costa quattro sterline. Difronte alla biglietteria troviamo due signori inglesi che si scambiano qualche battuta. Il primo di ritorno dalla visita dice: "Ci sono un sacco di mosche sul campanile." L'altro chiede:  "Sono cristiane?" "No, e mordono!" - risponde il primo. Le due donne in fila davanti a noi rinunciano a salire, forse avranno paura delle mosche!  Noi andiamo.  Il percorso per arrivare in vetta è incredibile. Ci sono parti di scale ripidissime che potremo riscendere soltanto all'indietro, alcune non hanno il corrimano, qualche passaggio è talmente stretto che facciamo fatica a procedere con lo zaino in spalla: tocca nelle pareti. In Italia, con le nostre misure di sicurezza sarebbe impossibile tenere aperto un luogo come questo.   Arrivati in cima la vista vale sicuramente il costo del biglietto. Dalla torre campanaria si vede tutta Rye a 360 gradi. Rye è piccola, ma lo sguardo spazia oltre la città, verso la campagna, fino al mare. I colori, anche qui, sono particolari. Ogni luogo ha i suoi. Si dice che Van Gogh abbia dipinto i suoi girasoli al ritorno dalla Provenza, dopo averli impressi nella sua mente, altrimenti a Parigi, dove viveva, non li avrebbe potuti fare con quei colori.

Nel pomeriggio ripartiamo per Canterbury. Non avendo trovato posto negli alberghi prendiamo due camere ad un B&B che si chiama Wincheap. È carinissimo. Usciamo subito per una prima visita alla cittadina, in dieci minuti raggiungiamo la parte della cinta muraria dove all'interno c'è un piccolo parco attraversato da alcuni canali, ci spostiamo verso il centro e troviamo soprattutto bar e ristoranti. Andando ancora più a est arriviamo alla Cattedrale. Alle 17.00 terminano le visite guidate. Noi la guardiamo da fuori, ci documentiamo sulla storia, ma non entriamo perché sappiamo di essere "fuori orario". Del resto abbiamo già in programma di visitarla domani. Prima di rientrare ci fermiamo in una sala da tè che ha una piccola corte interna. Servono dolci tipici e ogni tipo di tè.

Dopo essere tornati in hotel per cambiarci, usciamo di nuovo. Fra i ristoranti papabili per la nostra cena c'è il Marlow e andiamo lì.


Nella piazzetta del parcheggio

Uno dei vicoli

I terrazzi di Rye

La Chiesa Battista

La porta medievale

The Landgate

La cisterna dell'acqua

Notizie sulla torre dell'acqua (cisterna)

Il castello museo di Rye

La chiesa di Saint Mary

La torre campanaria

Le scale della torre 

Le campane dall'alto

Vista dalla torre

Vista dalla torre

Scendendo dalla torre

Marlowe's Restaurant

Abbiamo scelto questo ristorante perché volevamo mangiare all'aperto. Il luogo è caratteristico, si trova nel centro storico di Canterbury, vicino alla Cattedrale. I piatti sono buoni, il rapporto qualità prezzo lo è ancora di più.